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Per dirla con le parole di Giulia Bongiorno “La povertà non è reato”, Berlusconi prende finalmente una posizione netta nella disputa in seno alla maggioranza sull’introduzione del reato di immigrazione clandestina e in pratica con queste parole chiude la questione: “…penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato”. Non si fa’ per fortuna trascinare in una demagogica e ideologica “caccia all’immigrato irregolare” che a torto la maggioranza della popolazione vede come una possibile soluzione all’emergenza sicurezza. La soluzione corretta all’insicurezza crescente dei cittadini rimane sempre la stessa, di una banalità sconcertante, perseguire chi delinque e assicurarsi che paghi, “tutto il resto è noia”.
Deciderà quindi il parlamento, ma a questo punto quasi sicuramente non sarà reato… una presa di posizione seria e realista che tiene conto delle esigenze dei cittadini (come deterrente è già in vigore l’aggravante) ma anche della realtà in cui viviamo, un paese in cui è inutile aggiungere nuovi reati perché ormai non si perseguono quasi più nemmeno quelli che già ci sono, un paese in cui la pena non si sconta nemmeno le rare volte in cui arriva. Senza considerare poi lo stato pietoso delle nostre forze dell’ordine, le carceri già piene e la giustizia che come già ampiamente dimostrato non sarebbe assolutamente in grado di reggere il colpo.

Update:
› Berlusconi:“…favorevole all’introduzione del reato. Pongo il problema di come applicarlo” 

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Certo l’immigrazione clandestina, i rom, gli accattoni, presto saranno considerati tutti delinquenti, puniti, espulsi, poi si che possiamo dormire tranquilli. In questo periodo tiene banco il pacchetto sicurezza, il reato di immigrazione clandestina e le norme per l’esproprio della casa a chi affitta in nero (a clandestini) e mi dico, bene (con qualche perplessità a dire il vero), il governo sta dando risposte concrete, un po’ di retate (ci saranno almeno 700.000 latitanti se sarà reato, di cui buona parte tra l’altro lavora) e un bel processo rapido, poi carcere ed espulsioni, sembra facile… 
Cercando poi qualche dato statistico più preciso sulla giustizia in italia, ne trovo subito due, “imbarazzanti”, soltanto 3 reati su 100 vengono perseguiti e il 30,6% dei reati non viene più nemmeno denunciato per sfiducia nel sistema giudiziario, stiamo toccando la soglia dei 3.000.000 di reati, solo il 4,27% dei reati ordinari raggiunge una sentenza di condanna. 
Si scopre che il livello di impunità in Italia è spropositato, prescrizioni a livelli inauditi, pochi processi e fatti pure male, ma c’è di più, le carceri sono di nuovo piene e il 61,2% dei detenuti è ancora in attesa di giudizio, i procedimenti di indennizzo per violazione dei termini di ragionevole processo sono 5.071, la Corte Europea ci ha già condannato più di mille volte per danni causati da malagiustizia, e tutti questi fantastici risultati spendendo comunque moltissimo, circa il 30% in più della Francia… Siamo sicuri che la vera emergenza sicurezza siano i clandestini?
Governo e opposizione invece che litigare su nuovi ipotetici reati che renderebbero le cose ancora più difficili e dialogare su questioni per loro fondamentali come la legge elettorale europea e il sistema radiotelevisivo, dialoghino su qualcosa di davvero utile per la nostra sicurezza, ci diano un sistema giudiziario ed una magistratura in grado di far rispettare le leggi (che già ci sarebbero), e magari anche un minimo di certezza della pena non guasterebbe.

Leggi anche: › “La povertà non è reato”, Giulia Bongiorno, Corriere della Sera.
 La Super-arma anticlandestini non funziona, Bruno Tinti, La Stampa