Per dirla con le parole di Giulia Bongiorno “La povertà non è reato”, Berlusconi prende finalmente una posizione netta nella disputa in seno alla maggioranza sull’introduzione del reato di immigrazione clandestina e in pratica con queste parole chiude la questione: “…penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato”. Non si fa’ per fortuna trascinare in una demagogica e ideologica “caccia all’immigrato irregolare” che a torto la maggioranza della popolazione vede come una possibile soluzione all’emergenza sicurezza. La soluzione corretta all’insicurezza crescente dei cittadini rimane sempre la stessa, di una banalità sconcertante, perseguire chi delinque e assicurarsi che paghi, “tutto il resto è noia”.
Deciderà quindi il parlamento, ma a questo punto quasi sicuramente non sarà reato… una presa di posizione seria e realista che tiene conto delle esigenze dei cittadini (come deterrente è già in vigore l’aggravante) ma anche della realtà in cui viviamo, un paese in cui è inutile aggiungere nuovi reati perché ormai non si perseguono quasi più nemmeno quelli che già ci sono, un paese in cui la pena non si sconta nemmeno le rare volte in cui arriva. Senza considerare poi lo stato pietoso delle nostre forze dell’ordine, le carceri già piene e la giustizia che come già ampiamente dimostrato non sarebbe assolutamente in grado di reggere il colpo.

Update:
› Berlusconi:“…favorevole all’introduzione del reato. Pongo il problema di come applicarlo” 

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