Pari opportunità di essere arrestati da 5 a 15 giorni per prostitute e clienti, da 200 a 3000 euro di multa. Ecco il ddl Carfagna.
Il Ministro: “Mi fa orrore chi vende il proprio corpo”.
› Etica di Stato (Metilparaben)::

Si presenta veramente molto male il nuovo Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano, chiamato nei giorni scorsi a rendere conto sui tantissimi dubbi legittimamente sollevati in seguito all’annunciata stretta sulle intercettazioni e relativo disegno di legge, tra comunicazioni ufficiali, interviste e programmi televisivi riesce a rifilarci una sfilza di affermazioni, dati e informazioni che possono essere tranquillamente classificati ad essere buoni tra il pretestuoso e la vera e propria menzogna. Dati alla mano il Ministro viene sbugiardato un po’ su tutto e da tutti, Bonini e Ferrarella per primi ma a seguire tanti altri, organi di polizia e Ministero della Giustizia compresi. Ma andiamo a vederne alcune:
› “Emergenza privacy… Tutta Italia sotto controllo… Ben più di 120.000 intercettati”. Non è vero, per esasperare il dato spaccia il numero degli apparecchi intercettati per quello delle persone intercettate, ad esempio Bruno Tinti ci spiega che spesso per un singolo indagato si arrivano a mettere sotto controllo anche 20 utenze, per pochi giorni, a cascata, fino a che non si trova “l’apparecchio buono”, ma non solo, pare dalle stesse fonti del Ministero che l’80% delle intercettazioni autorizzate siano per mafia e criminalità organizzata. Forse sono tante, si e no lo 0,1% della popolazione, senza dimenticare poi in che paese viviamo non si scorgono nemmeno in lontananza l’urgenza e l’emergenza di dover proteggere le telefonate dei cittadini da questi cattivi magistrati.
› “Costi spropositati, 224 milioni di euro, ben un terzo del bilancio giustizia”. Boom, addirittura un terzo del bilancio giustizia, menzogna vera e propria, la cifra corrisponde ad un terzo di un sottocapitolo di un sottocapitolo del bilancio giustizia, per essere più precisi meno del 3% del bilancio, inoltre molte procure hanno già dimostrato come sarebbe semplice abbassarne i costi fino a dimezzarli a parità di intercettazioni effettuate. Ma poi signor Ministro, lei fà per caso parte del Governo che ha appena gettato al vento 300 milioni di euro per Alitalia?
› “Le altre nazioni non usano le intercettazioni, giusto in caso di emergenza, gli inquirenti sono più bravi, sono tutti Sherlock Holmes e portano a termine le indagini con successo usando solo lente, secchiello e paletta”. Falso, il nostro sistema è unanimemente considerato tra i più garantisti d’Europa, le intercettazioni devono sempre essere approvate da un giudice, in molte nazioni non serve nemmeno l’autorizzazione e addirittura possono essere effettuate da organi amministrativi, non possiamo sapere nemmeno quante ne vengono effettuate.
› “Sono uno spreco, il 60% degli intercettati non si becca nemmeno una condanna in primo grado”. Signor Ministro ma che vuol dire? Chissà quanto è alta la percentuale dei posti di blocco che non portano a condanne, dei pedinamenti, o di qualsiasi altra indagine, che facciamo quindi, eliminiamo tutti i controlli che spesso potrebbero non portare a condanne bollandoli come sprechi?
› “Reati come quelli della clinica Santa Rita sarebbero stati scoperti ugualmente, in quel caso si parla di omicidio”. Falso, sbugiardato dalla stessa Guardia di Finanza, sarebbero finite forse con qualche condanna per truffa, forse, come per tanti altri scandali non avremmo saputo quasi niente se fosse stato in vigore il disegno di legge appena approvato dal Consiglio dei Ministri.
› “I cittadini vogliono questa legge”. Strano per un Governo così attento ai sondaggi e che sembra legiferare in base al sentore popolare del momento non essersi accorto che i cittadini se ne strafregano di questa legge, non li tocca minimamente anzi, sono in grandissima maggioranza contro le soluzioni proposte.
› “Fuga di notizie, sputtanamento sui giornali degli indagati e non”. Ecco, questo è giusto l’unico appiglio ad un disegno di legge che altrimenti non avrebbe alcun senso, ma non serve essere grandi esperti per capire che le soluzioni che vuole adottare sono spropositate a fronte del problema, poteva essere risolto con poche e semplici norme.
Signor Ministro, mi va bene che giornalisti alla Facci ci scrivano articoli in cui trovare un dato corretto è quasi impossibile, ma che proprio lei falsifichi e pieghi in modo così subdolo i dati del suo stesso ministero lo trovo francamente inaccettabile. Con calma poi ci spiegherà com’è che alzare il limite da 5 a 10 anni per i reati su cui poter ottenere le intercettazioni serva al cittadino comune, ci spiegherà anche come il carcere per i giornalisti che le pubblicano ci farà sentire tutti più sicuri e tutelati… capisco che probabilmente ha pochissima autonomia nel ruolo che ricopre e almeno in questo caso è poco più di un portavoce, lei deve assolutamente giustificare l’urgenza di questo ddl, per favore signor Ministro, se la voti questa urgentissima legge ma eviti almeno di prenderci per il sedere grazie. Intanto incassi pure il plauso dei vari Mastella, D’Alema, Ricucci, Fiorani, Fazio e compagnia bella, c’è da esserne orgogliosi.

From Metilparaben
Allora, gente, la notizia è che oggi, durante la conferenza stampa che potete guardare cliccando qua, abbiamo presentato un nuovo servizio che potrebbe rivelarsi una vera e propria rivoluzione.
A partire da domani, sabato 14 giugno 2008, se una struttura pubblica ti ha negato la prescrizione della pillola del giorno dopo, e se sei a Roma o a Milano, puoi ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile ed ottenendo subito la ricetta.
Roma puoi chiamare il numero 333 9856046 tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina.
Milano puoi chiamare il numero 345 5011223 non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.
Per fare in modo che il servizio venga conosciuto da quante più persone possibile, e quindi per far sì che possano usufruirne in tanti, chiedo a tutti di aiutarci a diffondere la notizia; ecco quello che puoi fare per dare una mano:

  1. se hai qualche minuto di tempo, fai un post sull’argomento, mettendoci dentro un link a questa pagina;
  2. scarica a questo indirizzo il codice per mettere sul tuo blog il banner che pubblicizza l’iniziativa;
  3. chiedi a tutti i blogger con cui sei in contatto di darsi da fare anche loro.

E’ inutile aggiungere che gli organi di informazione tradizionali stanno facendo del loro meglio per ignorare la notizia, e che quindi l’aiuto dei blogger è determinante per il suo successo.
Che dite, gente: ci date una mano?

Eccole qua (http://www.innovazionepa.gov.it/incarichi/elencocomparti.htm), è partita l’operazione trasparenza per la pubblica amministrazione parte seconda, il Ministro Brunetta dopo aver messo online i dati degli stipendi dei dirigenti oggi ha reso pubbliche anche le famigerate consulenze esterne.
Beh, c’è poco da commentare, dice bene il Ministro, “guardateli bene, si commentano da soli”, nel 2006 le consulenze esterne ci sono costate ben 1,3 miliardi di euro… evidentemente alla pubblica amministrazione non bastano i circa 3.500.000 dipendenti O_o’, così i poveri Comuni, Regioni e Province si vedono “costretti” a rivolgersi a costosi consulenti esterni per ottenere un po’ di aiuto.
Per evitare di farsi venire l’ulcera non vale nemmeno la pena addentrarsi nella lettura delle cifre da capogiro pagate per le molto poco trasparenti consulenze, ma di alcuni “divertentissimi” capitoli di spesa evidenziati dal Corriere della Sera uno non posso proprio fare a meno di riportarlo, et voilà… Comune di Roma progetto “gioco del presepe” (??) 51 milioni di euro. Ministro Brunetta 10+.

All’indomani della consueta strage sul lavoro (11 giugno, 10 morti) riparte lo show, una sorta di deja vu che viene dato in replica ogni volta che la strage risulta eclatante e non può essere relegata ad un trafiletto a pagina 16 del giornaletto di provincia, eppure è una strage che va avanti da sempre, uno, due, tre morti al giorno, tutti i giorni. Come sempre il teatrino ci delizia con il nuovo sentitissimo appello del Presidente della Repubblica di turno, i buoni intenti bipartisan, cordogli vari e stavolta anche le bellissime dichiarazioni di Sacconi che annuncia “un piano straordinario per arginare le morti bianche”, bene bravo bis, speriamo, la prendo per buona, peccato che non riesca a dimenticare che fino a ieri a braccetto con la Marcegaglia dichiarasse di voler modificare il testo unico sulla sicurezza perché è suo parere che “non può essere sostenuta da odiosi incrementi di adempimenti formali e da sanzioni sproporzionate”, e vada per le sempre odiose formalità ma parlare di sanzioni spropositate in Italia fa sganasciare dalle risate, ma fa parecchio ridere anche solo parlare di sanzioni.
Tranquilli però, adesso arrivano commissioni di inchiesta, magari anche qualche decreto legge urgentissimo, una bella campagna pubblicitaria, impegni congiunti, tante chiacchiere, inchiostro a fiumi e poi… vabbè e poi che volete, mica ci possiamo permettere di controllare e magari addirittura sanzionare sul serio tutti quelli che non rispettano nemmeno l’abc delle leggi in materia di sicurezza sul lavoro… come sempre finite le prime pagine dei giornali il problema è risolto, tutto come prima, possibilmente anche peggio, fino alla prossima replica “the show must go on”.

La situazione era già chiara in campagna elettorale, la cordata era una panzana, la presunta difesa dell’italianità della compagnia un non senso, la paura che i turisti non venissero più da noi una barzelletta… fare da spalla ai sindacati per far fallire la trattativa con Air France una follia.
Così oggi dopo il prestito che non verrà mai più restituito e nonostante l’ultimo escamotage della nomina di un advisor per la privatizzazione di Alitalia, la commissione europea guidata da Tajani apre l’indagine formale sul presunto prestito ponte poi destinato in conto capitale, si dovrà accertare se l’intervento sia da considerarsi aiuto di stato, ma c’è poco da accertare, l’infrazione alle norme comunitarie è evidente, alla fine pagheremo pure questa.
Mentre continuiamo a buttare via soldi per farla volare e il fallimento si avvicina, oggi possiamo essere quasi certi che se anche dovesse andare a buon fine una qualche forma di privatizzazione non riusciremo ad ottenere nemmeno lontanamente offerte simili a quella proposta da Air France che sotto elezioni fu però considerata una svendita.
Per un pugno di voti, ne valeva la pena?

Il problema esiste, nessuno lo nega… è lampante che dovrà essere più difficile per un magistrato ottenere di poter intercettare un cittadino, devono sparire le intercettazioni che non riguardano reati, non devono finire sui giornali, non possono essere utilizzate come reti da pesca, servono norme più severe quindi, ma arrivare a vietare di poter intercettare a meno che non si tratti di mafia o terrorismo non sembra di certo una buona soluzione, si passa da un estremo all’altro togliendo alla magistratura uno strumento fondamentale per la lotta contro il crimine. Sembra quasi che togliendo di fatto la possibilità di indagare su tutta una serie di reati tipo corruzione, concussione o reati contro la pubblica amministrazione i reati spariscano, ma non è così, semplicemente come per molti altri reati diventerà difficilissimo poterli perseguire, e di certo una legge di questo tipo non è di sostegno ad una giustizia efficiente che possa finalmente applicare la “tolleranza zero” (su tutti i reati) che tanti cittadini si aspettano da questo governo.
Di nuovo una risposta “ideologica” ad un problema vero e sentito, addirittura cinque anni di carcere, così come per il reato di clandestinità anche sulle intercettazioni il governo pare non avere il senso della misura e della realtà, il necessario pragmatismo nel mettere in pratica soluzioni funzionali e lungimiranti per garantire cittadino ed esigenze di pubblica sicurezza.

Lo so non è più di attualità, la libera stampa passa l’informazione quasi in sordina, oggi vanno di moda altre notizie, ci sono i rifiuti, gli immigrati, ma giusto per tenerne nota… ieri pomeriggio la Procura della Repubblica di Salerno ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta nei confronti di De Magistris che era stato accusato di calunnia, abuso di ufficio e fuga di notizie. 
Otre a ritenere l’operato di De Magistris “assolutamente legittimo e corretto” la Procura di Salerno si spinge oltre, fino ad evidenziare “l’evidente infondatezza e strumentalita’ delle gravi denunce presentate contro i magistrati di Potenza Iannuzzi, Pavese e Montemurro, nonche’ del pm di Catanzaro De Magistris, con l’obiettivo di minare in concreto l’attendibilita’ di fondamentali fonti dichiarative accusatorie, screditarne la credibilita’ personale e professionale, esautorare il pubblico ministero procedente dallo svolgimento di eventuale, ulteriore e piu’ incisiva attivita’ investigativa”… “Il contesto giudiziario in cui si è trovato ad operare Luigi De Magistris, appare connotato da un’allarmante commistione di ruoli e fortemente condizionato dal perseguimento di interessi extragiurisdizionali, anche di illecita natura”… “Gravi ingerenze nel lavoro di De Magistris”… “Più indagava e più i vertici della procura di Catanzaro lo denunciavano agli organi disciplinari”. A proposito, qualcuno ha notizie su come procedono le indagini?

Per dirla con le parole di Giulia Bongiorno “La povertà non è reato”, Berlusconi prende finalmente una posizione netta nella disputa in seno alla maggioranza sull’introduzione del reato di immigrazione clandestina e in pratica con queste parole chiude la questione: “…penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato”. Non si fa’ per fortuna trascinare in una demagogica e ideologica “caccia all’immigrato irregolare” che a torto la maggioranza della popolazione vede come una possibile soluzione all’emergenza sicurezza. La soluzione corretta all’insicurezza crescente dei cittadini rimane sempre la stessa, di una banalità sconcertante, perseguire chi delinque e assicurarsi che paghi, “tutto il resto è noia”.
Deciderà quindi il parlamento, ma a questo punto quasi sicuramente non sarà reato… una presa di posizione seria e realista che tiene conto delle esigenze dei cittadini (come deterrente è già in vigore l’aggravante) ma anche della realtà in cui viviamo, un paese in cui è inutile aggiungere nuovi reati perché ormai non si perseguono quasi più nemmeno quelli che già ci sono, un paese in cui la pena non si sconta nemmeno le rare volte in cui arriva. Senza considerare poi lo stato pietoso delle nostre forze dell’ordine, le carceri già piene e la giustizia che come già ampiamente dimostrato non sarebbe assolutamente in grado di reggere il colpo.

Update:
› Berlusconi:“…favorevole all’introduzione del reato. Pongo il problema di come applicarlo” 

› Giornate ::
Si sveglia verso le sette e mezzo, caffè, doccia, legge i giornali, fa un paio di telefonate, rilascia una dichiarazione all’Ansa, passa in Parlamento, fa una comparsata al tg, pranza con un collega, si riposa un’oretta, spera che qualcuno gli chieda un’intervista, prenota un ristorante per la sera, mangia, torna a casa, un po’ di tv, legge dieci minuti e si addormenta. La dura giornata di un ministro ombra.Jena

› Il secchiello e il mare, Luca Ricolfi, La Stampa.
› Appunto lungo per una fiction breve, Malvino.
› Il Divo e i suoi discepoli, Galatea.
› La tela di Alitalia, Phastidio.

Alzi la mano chi non ha pensato di fare un bell’applauso al ministro dell’economia che a Napoli inaugurando l’era del decisionismo ci illustrava tronfio le misure urgenti del Governo per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie. Scomparsa dell’odiosa tassa sulla prima casa e detassazione degli straordinari (anche se con tetti, tettucci ed esclusione degli statali è comunque ottima cosa), addirittura coperti da riduzioni della spesa pubblica già nel 2008, tassazioni maggiorate per gli stipendi d’oro, stretta su banche e petrolieri, insomma, un tripudio.
Bene, tutti i cittadini quando pensano alla spesa pubblica da ridurre credo volgano lo sguardo agli innumerevoli sprechi, enti inutili, privilegi ed inefficienze di cui il nostro paese vanta straordinari record… e invece no… 
Ecco alcuni degli “sprechi” che vengono tagliati (in milioni di euro):
Trasporto pubblico locale (113), incentivi a traffico pesante verso trasporto marittimo (77), ferrovia Pescara-Roma (56), incentivi all’occupazione (55), danni a produzioni agricole in Sicilia (50), sviluppo banda larga (50), inclusione sociale per immigrati (50), riforestazione (50), isole minori (20), Salerno-Reggio Calabria e trasporto nello stretto (20), passaggio al digitale terrestre (20), piano contro la violenza alle donne (20) e tanti tanti altri.
Non si capisce con che criterio un Governo che vuole costruire il ponte sullo stretto e rilanciare le opere pubbliche elimini tutti i finanziamenti per opere infrastrutturali fondamentali per Calabria e Sicilia (chi ha provato a percorrere quelle regioni in auto sa bene di che parlo), gridano vendetta anche i tagli fatti ad ambiente, rete idrica, tecnologia e cultura, induce sdegno invece il taglio di 20 ml di euro tolti al fondo antiviolenza per le donne.

Leggi anche: “Decreto fiscale: il governo si presenta”, Rolli

Si ricomincia, alla prima avvisaglia di riforma seria per il pubblico impiego la Cgil rompe la trattativa dopo ben 15 minuti, un’altra sigla addirittura nemmeno si presenta annunciando lotte contro un piano che nemmeno conosce. 
Ma veniamo alla cronaca: il ministro Brunetta ha ieri convocato i sindacati per presentare quello che chiama “il piano industriale della pubblica amministrazione“, pubblica amministrazione che definisce “palla al piede“ con enormi problemi di gestione e produttività innegabili, che sono sotto gli occhi di tutti. Il piano è ambizioso, da applausi se riesce, inserire un minimo di criteri di efficienza e soddisfazione del “cliente“ come nell’impresa privata, organizzazione flessibile, semplificazioni e accelerazione delle fasi disciplinari contro assenteisti e fancazzisti, il ministro stima addirittura di risparmiare 40 miliardi di euro in 5 anni con un recupero di produttività del 10% (mi accontenterei pure di molto meno).
Era ora, tutto condivisibile verrebbe da dire, pure le virgole per adesso… ma la Cgil ha evidentemente voglia di scioperi e rompe immediatamente un tavolo di trattativa che ancora nemmeno si è aperto, e udite udite la motivazione: il metodo… “un grave errore di metodo“, sembra di sentire i bambini dell’asilo, senza nemmeno discutere le nuove eventuali norme si sono offesi perché Brunetta alla presentazione ha invitato solo un membro della Cgil invece di non so quanti…
Complimenti, un coro da stadio vi seppellirà “Brunetta non mollare“.

Al di là dello sconcerto nel vedere ancora una volta le opposizioni fare politica con ostruzionismi vari cercando di bloccare la camera con richieste di numero legale e votando contro a prescindere, non posso però non rilevare che il numero legale quando PD e IDV sono uscite dall’aula si è raggiunto solo grazie a quattordici iscritti a parlare che risultavano assenti (altrimenti sarebbe stato un bel -10). Successivamente si è visto pure di peggio, sempre alla Camera dove vanta una maggioranza quasi bulgara il Governo è riuscito ad andare sotto di due voti 240-238 (anche se su un emendamento di secondo piano).
Bene fà Romani a minimizzare, ma giusto per mettere le cose in chiaro non è accettabile che al momento del voto mancassero ben 102 (centodue) deputati, 80 del Pdl e 12 della Lega che evidentemente avevano cose più importanti da fare.
Troppo occupati o già stanchi?

› Berlusconi: “Non accetterò più episodi del genere”, la Repubblica.

 Attenzione è tornato, è proprio lui, Mario Clemente Mastella da Ceppaloni, l’uomo giusto per qualsiasi poltrona e qualsiasi coalizione, il novello Dantès con i suoi travestimenti e la sua vendetta da compiere sembra pronto a ricominciare dalle prossime amministrative più in forma che mai, nel frattempo ne ha un po’ per tutti, magistrati, Berlusconi, opposizione e principalmente il federalismo cattivo della Lega… e blablablablabla… bleah ;p

› Sono come il Conte di Montecristo, Mediacenter Corriere della Sera